[ ... ] Gli Esseni residenti in Palestina, come documentato dai loro manoscritti originali, erano favorevoli alla lotta di liberazione nazionale contro i "Kittim" Romani e si attivarono per incitare la popolazione incoraggiandola a combattere e spronandola con le loro profezie, fino al 70 d.C..
Si dichiararono depositari di "Rivelazioni Divine" che garantivano un intervento messianico per "salvare" il popolo eletto annientando i nemici pagani.
Dalla morte di Erode il Grande, il 4 a.C., si susseguirono una serie di rivolte contro il potere romano che si protrassero sino alla guerra santa di liberazione conclusasi nel 70 d.C.: fu una strage. Dopo una simile catastrofe i sacerdoti esseni, fautori del vaticinio che annunciava l'avvento di un "Salvatore" divino in soccorso dei Giudei, per controbattere le accuse mosse contro di loro sulla mancata profezia, causa di tanto sangue versato inutilmente, ribadirono che il "Messia" era effettivamente venuto ma ... gli Ebrei non lo avevano riconosciuto.
Prendendo spunto dall'ancestrale Legge in cui, fra le tante, viene riferita una profezia di Isaia
"Egli (il Messia), dopo essere passato fra gli uomini in maniera così umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno, seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello"
gli Esseni la usarono per giustificarsi nei confronti dei Giudei e individuarono il loro "Messia", agnello di Dio, in un sacerdote di nome Giovanni, figlio primogenito del fariseo rivoluzionario, Giuda detto il Galileo, fondatore, il 6 d.C., della "filosofia" Zelota antiromana, la "quarta filosofia", riferita da Giuseppe Flavio:
"Giuda e Saddoc diedero inizio tra noi a una astrusa filosofia, riempirono il corpo politico di tumulto e vi inserirono i semi di quei torbidi che in seguito lo sopraffecero; e tutto avvenne per la novità di quella filosofia finora sconosciuta. Giuda il Galileo si pose come guida di una quarta filosofia che concorda con tutte le opinioni dei Farisei eccetto che costoro hanno un ardentissimo amore per la libertà, convinti come sono che solo Dio è loro guida e Padrone; ad essi poco importa affrontare forme di morte non comuni..."
una ideologia che prevedeva l'abolizione della schiavitù e delle caste sacerdotali filo romane. Lo stesso Giuda, dopo la morte di Erode il Grande avvenuta il 4 a.C., attaccò Seffori, la capitale della Galilea, si proclamò Re dei Giudei e sottomise tutta la regione provocando la reazione di Roma che riuscì a riconquistarla grazie all'intervento delle legioni al comando del figlio di Quintilio Varo, Legato di Cesare Augusto e Governatore di Siria. Giuda il Galileo ebbe cinque figli maschi, i cui nomi corrispondono ai quattro fratelli di "Gesù" riportati nei Vangeli di Matteo e di Marco, più Giovanni; nomi, autenticamente giudaici, uguali a quelli dei figli delle numerose "Marie" riportate nei Vangeli e a quelli di alcuni "Apostoli"... duplicati o triplicati.
Durante il conflitto avvenuto dal 34 al 37 d.C. fra l'Impero Romano e il Regno dei Parti, Giovanni, nuovo capo degli Zeloti, con i suoi fratelli, prese il potere a Gerusalemme proclamandosi Re dei Giudei ... e il popolo lo riconobbe come "Salvatore" fino a quando i Romani, dopo aver domato la ribellione, lo crocifissero per la Pasqua del 36.
Su quello sfortunato discendente di sangue asmoneo, negli anni successivi alla distruzione di Gerusalemme e del Tempio nel 70 d.C., da parte di Tito, alcuni sacerdoti Esseni d'Egitto iniziarono a concepire una nuova figura di "Salvatore" (Jeshùa) e "Messia" (Cristo) ebraico, ispirandosi all'astratto "Logos" del filosofo ebreo Filone d'Alessandria, morto nel 45 d.C. ...
Un "Messia"divino non più combattente nazionalista, quindi accettabile dal potere imperiale di Roma e meno pericoloso per la popolazione ebraica della diaspora. Ma non fu così semplice...
La "gnosi" (conoscenza di Dio) degli asceti esseni era portata a idealizzare "Salvatori" divini, non ancora contrastanti con l'antica Legge, diversi tra loro e adatti ad un'esaltazione mistica, ma poco richiesti, perché incompresi, da un popolo bisognoso di "eternità" e di miracoli terapeutici.
In Giudea, intanto, la componente zelotica ebraica, pur sconfitta militarmente e repressa con le persecuzioni, ideologicamente sopravvisse sino a ricostituirsi, condotta dal loro ultimo "Salvatore", Simon bar (figlio di) Kosiba, chiamato con il titolo messianico di "bar Kochba" (figlio della Stella), come forza capace, ancora una volta, di affrontare le legioni romane nel 132 d.C., nell'ultima guerra contro l'Impero Romano sotto Adriano.
Si concluse con un'altra strage: i Giudei, sconfitti nel 135, furono costretti ad abbandonare una Gerusalemme nuovamente distrutta e, dispersi, esuli, si aggregarono alle variegate comunità ebraiche disseminate nell'oriente dell'Impero Romano, sino alla Mesopotamia e ancora più lontano.
Fu dopo questa seconda, tragica, sciagura che iniziò a diffondersi, nelle terre dell'ex impero ellenico, una nuova dottrina che, pur rifacendosi all'Antico Testamento giudaico, postulava la "resurrezione" del corpo oltre la morte grazie al sacrificio eucaristico teofagico.
Sino allora i Farisei, gli Esseni e gli Zeloti confidavano solo sull'eternità dell'anima, mentre i Sadducei neanche in quella.
I rituali pagani dei culti misterici di vari semidei "Soteres" (Salvatori), preesistenti al "Cristo Salvatore", prevedevano la "resurrezione" del fedele dopo la morte. Venivano praticati da sacerdoti di provenienza orientale, riservati esclusivamente a privilegiati neofiti benestanti, attraverso liturgie in cui era previsto bere il sangue di un animale sacrificato nel momento in cui il Dio ne prendeva possesso per poter entrare in comunione con Lui ed acquisire "la grazia" di risorgere dopo morti.
L'innesto del rituale pagano teofagico nella religione giudaica degli "Antichi Padri" dette origine al "Cristianesimo gesuita": Gesù, il Messia, Salvatore di tutti gli uomini era già venuto e si era "sacrificato" per loro. Secondo i suoi insegnamenti, per "salvarsi" dalle pene dell'inferno - poter risorgere con un corpo sano e perfetto e vivere eternamente nel nuovo Regno dei Cieli - bastava adeguarsi ai codici di comportamento dettati dai "ministri" del nuovo Dio, purificarsi, e mangiare una frazione di pane consacrato in cui era (ed è) presente il corpo e il sangue del Messia ebraico "Nostro Signore Gesù Cristo": la "hostia", dal latino, "la vittima sacrificata al Dio"...
Nessuna profezia dell'Antico Testamento prevedeva l'Avvento di un Messia destinato da Dio ad essere sacrificato per poi venire suddiviso in "particole" da dare in pasto ai "gentili" e farli risorgere dopo morti. Tale escatologia non poté essere concepita inizialmente dagli Ebrei Esseni: sarebbe entrata in contrasto con la ancestrale Legge ... e con i loro stessi seguaci.
Si rese necessaria una evoluzione nella dottrina gnostica primitiva essena; un cambiamento, tale, da coinvolgere gli stessi pagani: il cristianesimo paolino. Ovvero la dottrina cristiana pervenuta sino ai nostri giorni. E' per questo che fu creato "San Paolo" dai Padri Fondatori della nuova fede ... o meglio, lo fecero creare dallo stesso "Messia" dopo resuscitato. Su quale "testimonianza storica"? Semplice: gli "Atti degli Apostoli", alcune "lettere" fatte risultare scritte da lui e ... dalla Storia Ecclesiastica dei "Padri Apologisti".
Per capire come uno studioso, oggi, possa giungere a simili conclusioni è necessario leggere i Vangeli e confrontarli alla Storia ... quella vera. Leggere le testimonianze sul Cristianesimo degli scrittori del I e del II secolo, chi erano e quale potere e funzioni svolsero nell'Impero in quell'epoca; compararle con le testimonianze dei Padri Apostolici e Apologisti, della stessa epoca e di quelle successive; confrontarle e verificarne la veridicità dei contenuti sotto il profilo della autenticità e l'esattezza dei dati storici riferiti da Tacito, Giuseppe Flavio, Plinio il giovane e Cassio Dione; conoscere la datazione dei manoscritti più antichi per valutare l'effettivo valore della "testimonianza" di una "tradizione" creata a posteriori e accreditata a "Padri" vissuti secoli prima, i manoscritti originali dei quali non esistono più ... distrutti, anziché essere conservati ... per eliminare le contraddizioni storiche e teologiche in essi contenute; per nascondere le prove della "costruzione" ed evoluzione della nuova dottrina creata dall'uomo, non da Dio ... per impedire di individuarne gli errori e scoprirne i moventi. In ultima analisi se, effettivamente, ci fu un "Cristianesimo" e relativi martiri, seguaci di un "Gesù Cristo" già venuto nel I secolo ... oppure se quei "cristiani", sottoposti a supplizio, furono solo "messianisti" ebraici in attesa del "Messia" sino allora soltanto profetato ... come attestato dai Rotoli di Qumran.
Le risposte si trovano, tutte, seguendo il percorso storiologico, risultante dalla lettura comparata fra la Storia e le "Sacre Scritture", contenuto nel saggio storico:
Giovanni il Nazireo, detto "Gesù Cristo", e i suoi fratelli.
[ inizio ]