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] Dopo una simile catastrofe i sacerdoti esseni, fautori del vaticinio che annunciava l’avvento di un “Salvatore” divino in soccorso dei Giudei, per controbattere le accuse mosse contro di loro sulla mancata profezia, causa di tanto sangue versato inutilmente, ribadirono che il “Messia” era effettivamente venuto ma...
gli Ebrei non lo avevano riconosciuto.
Prendendo spunto dall’ancestrale Legge in cui, fra le tante, viene riferita una predizione di Isaia: “Egli (il Messia), dopo essere passato fra gli uomini in maniera così umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno, seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello”… gli Esseni usarono questa “profezia” per giustificarsi nei confronti dei Giudei e individuarono il loro “Messia” in un sacerdote di nome Giovanni, figlio primogenito del fariseo rivoluzionario, Giuda detto il Galileo, Dottore della Legge e fondatore, il 6 d.C., della “filosofia” zelota antiromana, la quarta “filosofia”, riferita da Giuseppe Flavio: “Giuda e Saddoc diedero inizio tra noi a una astrusa filosofia, riempirono il corpo politico di tumulto e vi inserirono i semi di quei torbidi che in seguito lo sopraffecero; e tutto avvenne per la novità di quella filosofia finora sconosciuta. Giuda il Galileo si pose come guida di una quarta filosofia che concorda con tutte le opinioni dei Farisei eccetto che costoro hanno un ardentissimo amore per la libertà, convinti come sono che solo Dio è loro guida e Padrone; ad essi poco importa affrontare forme di morte non
comuni...”
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Giuda il Galileo ebbe cinque figli maschi, i cui nomi corrispondono a quattro nomi dei fratelli di “Gesù” riportati nei Vangeli di Matteo e di Marco, più Giovanni … nomi come quelli dei figli delle troppe “Marie” riportate nei Vangeli e come quelli di “alcuni” … Apostoli.
Durante il conflitto avvenuto dal 34 al 37 d.C. fra l’Impero Romano e il Regno dei Parti, Giovanni, capo degli Zeloti, con i suoi fratelli, prese il potere a Gerusalemme facendosi proclamare Re dei Giudei … e il popolo lo riconobbe come “Salvatore” fino a quando, domata la ribellione, i Romani lo crocefissero.
Due generazioni dopo, su quello sfortunato discendente di sangue asmoneo, una stirpe reale giudaica equiparata dal popolo a quella di Davide, negli anni successivi alla distruzione di Gerusalemme del 70 d.C., alcuni sacerdoti esseni d’Egitto iniziarono a concepire una nuova figura di “Salvatore” (Yeshuà) e “Messia” ebraico, ispirandosi all’astratto “Logos” del filosofo ebreo Filone d’Alessandria, morto nel 45 d.C. Un Messia non più combattivo nazionalista, quindi accettabile dal potere imperiale di Roma e meno pericoloso per buona parte delle popolazioni ebraiche della diaspora …
Ma non fu così semplice: la “gnosi” (conoscenza di Dio) degli asceti esseni era portata a idealizzare “Salvatori” divini, non ancora contrastanti con l’antica Legge, diversi tra loro e adatti ad un’esaltazione mistica, ma poco richiesti, perché incompresi, da un popolo bisognoso di “eternità” e di miracoli terapeutici. |
In Giudea, intanto, la componente zelotica ebraica, pur sconfitta militarmente e repressa con le persecuzioni, ideologicamente sopravvisse sino a ricostituirsi, condotta dal loro ultimo “Salvatore”, Simon bar Kochba (figlio della Stella), come forza capace, ancora una volta, di affrontare le legioni romane nel 132 d.C. nell’ultima guerra contro l’Impero Romano di Adriano. Ne conseguì un’altra strage: i Giudei, sconfitti nel 135, furono costretti ad abbandonare una Gerusalemme nuovamente distrutta e, dispersi, esuli, si aggregarono alle variegate comunità ebraiche disseminate dal nord Africa all’oriente dell’Impero Romano, sino alla Mesopotamia e ancora più lontano.
Fu dopo questa seconda, tragica, sciagura che iniziò a diffondersi, nelle terre dell’ex impero ellenico, una nuova dottrina che, pur rifacendosi all’Antico Testamento giudaico, postulava la “resurrezione” del corpo oltre la morte. Sino allora i Farisei, gli Esseni e gli Zeloti confidavano solo sull’eternità dell’anima, mentre i Sadducei neanche in quella.
I rituali pagani dei culti misterici, preesistenti al Cristianesimo, prevedevano la “resurrezione” del fedele dopo la morte. Venivano praticati da sacerdoti di provenienza orientale, riservati esclusivamente a privilegiati neofiti benestanti, attraverso liturgie in cui era previsto bere il sangue di un animale sacrificato nel momento in cui il Dio ne prendeva possesso per poter entrare in comunione con Lui ed acquisire “la grazia” di rivivere dopo morti.
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L’innesto
del rituale pagano teofagico nella religione ebraica
degli “Antichi Padri” dette origine al
Cristianesimo: Gesù, il Messia, Salvatore di tutti gli
uomini era già venuto e si era “sacrificato” per
loro. Secondo i suoi insegnamenti, per “salvarsi”
dalle pene dell’inferno, poter risorgere con un corpo
sano e perfetto e vivere eternamente nel nuovo “Regno
dei Cieli”, bastava adeguarsi ai codici di
comportamento dettati dai ministri del nuovo Dio,
purificarsi, e mangiare una frazione di pane consacrato
in cui era (ed è) presente il corpo e il sangue di
“Nostro Signore Gesù Cristo”: l’ostia, ovvero …
la vittima sacrificata a Dio. |
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Per capire
come uno studioso, oggi, possa giungere a simili conclusioni è
necessario leggere i
Vangeli e confrontarli alla Storia … quella vera. Leggere le
testimonianze sul Cristianesimo degli scrittori del I e del II
secolo; uomini famosi che esercitarono un potere con funzioni
precise svolte nell’Impero in quell’epoca … testimonianze
da comparare con quelle dei Padri Apostolici e Apologisti, della
stessa epoca e di quelle successive … per confrontarle e
verificarne la veridicità dei contenuti sotto il profilo della
autenticità e l’esattezza dei dati riferiti alle vicende;
conoscere la datazione dei manoscritti più antichi per valutare
l’effettivo valore della “testimonianza” di una
“tradizione” creata a posteriori e accreditata a “Padri”
vissuti secoli prima, i manoscritti originali dei quali non
esistono più … distrutti, anziché conservarli, per eliminare
le contraddizioni storiche e teologiche in essi contenute;
individuarne gli errori e scoprire i moventi.
In ultima analisi se, effettivamente, nel I secolo ci fu un
“Cristianesimo” e relativi martiri, seguaci di un “Gesù
Cristo”, già venuto … oppure se quei “cristiani”,
sottoposti a supplizio, furono solo “messianisti” ebrei in
attesa del loro “Messia”…
… le risposte si trovano nel saggio storico:
Giovanni il Nazireo, detto “Gesù
Cristo”, e i suoi fratelli
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