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copertina del libro icona del "Concilio di Nicea"
Il concilio di Nicea del 325 d.C. fu voluto, come Pontefice Massimo, dall’Imperatore
Costantino per tenere unito l’Impero Romano aggregando le variegate componenti
etniche e religiose in un’unica civiltà, identificata in un’unica fede e
cultura, valore da difendere, e poter far fronte alla pressione dei barbari che, dai confini,
minacciavano la grandezza di Roma.
Il “Cristianesimo” derivò dalla fusione,
in un’unica dottrina, di concetti teologici provenienti da filosofie diverse, preesistenti,
fra cui i mitologici semidei “Salvatori” pagani e, diversamente dai
miti, fu “incarnato” in un uomo, vero, il “Salvatore” universale, unico … ma non fu
semplice “conciliare” capi di “ecclesiae”, ognuno dei quali
dichiarava essere depositario della autentica “Rivelazione” divina,
pertanto, nel IV secolo, si rese necessario indire “Concili” su “Concili” per
stabilire la “sostanza” del nuovo Dio da far adorare agli uomini.
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Raccomandata A. R.
Massarosa, 15 Novembre 2008
Dr. Giovanni Minoli
g.minoli@rai.it - lastoriasiamonoi@rai.it
Rai Educational - Redazione La Storia Siamo Noi
via Ettore Romagnoli 30 Palazzina A
00134 Roma
Oggetto: Richiesta di confronto dibattito sul tema Vangeli e Origini del Cristianesimo a seguito del programma Rai “Inchiesta su Gesù”.
A partire dal Dicembre 2004, periodicamente, per la serie “La storia siamo noi”, Rai Edu. 2 ha messo in
onda, su tutte le reti televisive RAI, la trasmissione “Inchiesta su Gesù” condotta da Giovanni Minoli insieme al vaticanista Andrea Tornielli. In tale “inchiesta”, fatta passare come storico-giornalistica, si giunge alla
conclusione che Gesù Cristo è realmente esistito e si dichiara testualmente “…negli ultimi due secoli oltre un centinaio di libri di studiosi o polemisti hanno accanitamente (sic!) negato che Gesù di Nazaret sia mai
esistito”.
Constatato:
che in tale trasmissione si è di fatto impedito a studiosi di cristologia comparata alla storia di far valere le proprie ragioni basate sull’analisi critica delle vicende narrate nei vangeli e delle falsificazioni delle testimonianze degli scrittori del I secolo a noi fatte pervenire dai copisti amanuensi;
che il programma si concludeva con l’invito rivolto agli storici contrari di farsi avanti e produrre prove per smentire la “Inchiesta su Gesù”, pertanto noi,
Emilio Salsi e Giancarlo Tranfo, dopo aver svolto un’annosa indagine e studi approfonditi sui sacri testi comparandoli alla storiografia dell’epoca, abbiamo deciso di
onorare il reiterato invito diffuso dalla RAI e, nel Novembre 2007, tramite lettera raccomandata A.R., ci siamo resi disponibili a confutare la reale esistenza di Gesù Cristo attraverso un confronto in diretta TV con gli
storici della Chiesa rappresentati dal sacerdote
Gian Franco Ravasi e dal sig. Vittorio Messori;
che la RAI, ignorando la nostra disponibilità, durante il periodo natalizio ha rimesso in onda lo stesso programma invitando ancora gli storici a “dimostrare il contrario”, facendo apparire che nessuno studioso è in grado di smentire l’avvento del Messia divino, della “Sacra Famiglia” e degli Apostoli,
traendo in inganno con questo sotterfugio gli spettatori.
Ciò premesso, i sottoscritti, oggi, rinnovano pubblicamente la disponibilità ad un confronto in diretta TV con i suddetti studiosi della Chiesa Cattolica finalizzato sulla veridicità della “inchiesta” trasmessa e dei vangeli tramite la presente lettera aperta.
Considerato che la Rai è l’organo principale di informazione pubblica dello Stato Italiano e di tutti i cittadini, riteniamo doveroso da parte della Direzione offrire il massimo rigore sulla verità dei fatti in oggetto e delle notizie storiche che influiscono sulla vita, sulle scelte culturali e sociali di tutti noi e dell’intero Paese.
Questa lettera verrà pubblicata e diffusa.
Distinti saluti,
Emilio Salsi e Giancarlo Tranfo
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