GIOVANNI
IL NAZIREO DETTO
"GESÙ CRISTO" E I SUOI FRATELLI
Gesù, Vergine Maria e Apostoli: la Storia è in grado di rispondere all’interrogativo,
che molti si pongono, se sono esistiti realmente?. L’analisi
scientifica, mediante la comparazione delle “divine vicende” con la storiografia
laica, risponde a questa domanda.
Storia, archeologia, numismatica, ricerca critica su testi evangelici e documenti
risalenti a secoli addietro, tuttora conservati nelle Biblioteche,
ci permettono di dimostrare l’inesistenza dei personaggi sovrannaturali,
Gesù, Madonna e Apostoli…San Paolo compreso.
Oggi possiamo provare la falsificazione della “testimonianza” di Tacito
sulla persecuzione dei cristiani da parte di Nerone...
come quella di Giuseppe Flavio sul “Testimonium Flavianum” e “Giacomo, fratello di Gesù
detto Cristo”.
“Le Nascite” di Gesù narrate nei Vangeli sono diverse,
essendo inventate, e, ad iniziare dalla datazione, la Storia
smentisce chiunque tenti di sanarne i contrasti.
La recensione degli “Atti degli Apostoli”, riferita alle
vicende dei personaggi reali riportati, fa decadere tale
“documento” a un puerile libello colmo di menzogne: uno
storico serio non può avallare le “recite” di San Paolo in
contrasto con le leggi vigenti nell’Impero Romano del I
secolo, al cospetto di Pontefici e funzionari imperiali,
veramente esistiti, come Tribuni, Procuratori, Re... e Imperatore.
Grazie ai mascheramenti mal riusciti dei personaggi evangelici, la Storia
ci consente di individuare l’identità dei veri protagonisti, rivoluzionari
patrioti yahwisti, celata sotto le vesti dei santi attori, “Gesù” e “Apostoli”,
nel corso dell’evoluzione di una dottrina, inizialmente diversa,
durata secoli. Fu la lotta irriducibile contro Roma condotta da una stirpe di Ebrei,
discendente dagli Asmonei e pretendente al trono dei Giudei usurpato da
Erode e i suoi eredi, a dare origine al “messianismo” del I
secolo…in greco “cristianesimo”.
Quanto ogni insegnante di Storia deve conoscere prima di
trattare l’argomento “Cristianesimo”…e ciò che è bene
sapere prima di inginocchiarsi sotto una statua o davanti un
prete.
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